Azienda Vitivinicola Elio Savelli

 
ELIO SAVELLI E IL "BIOLOGICO DA SEMPRE"

Alla morte di Sesto, anno 1966, il figlio Elio si trovò a dover scegliere tra quella che lui aveva conosciuto come una realtà lenta, fatta di duro lavoro, ma trasparente e sincera, ed un mondo in forte trasformazione, dove con qualche chilo di diserbante ed altrettanti di concime chimico, pareva si potessero cancellare ataviche fatiche.
Elio era giovane, forte ed enormemente intraprendente, ma non si lasciò sedurre dai facili guadagni e scelse di non tradire la sua storia, la sua terra e in fondo, il nostro futuro. Piantò siepi ed alberature a difesa delle sue terre, per proteggerle letteralmente dai coltivatori dei terreni vicini che temeva potessero essere trattati chimicamente. Non si piegò mai a pratiche guidate puramente da vantaggi economici per il semplice motivo che esse negavano ciò che era profondamente radicato in lui; l'amore ed il rispetto per la propria terra e dei suoi avi.
Negli anni 60-70, in cui il concetto di agricoltura biologica non era ancora nato, Elio Savelli nel silenzio più assoluto e con lo scetticismo degli altri agricoltori, iniziò una vera e propria battaglia personale in difesa dell'ambiente e del suo VIGNETO BELLALUCE, contro tutto e contro tutti.
In primis contro le critiche dei vicini, secondo i quali le erbe alte e spontanee limitavano eccessivamente la produttività del vigneto, per non parlare poi dei trattamenti basati solo su prodotti rameici con aggiunta di tintura di propoli ritenuti obsoleti, ed in fine per la concimazione affidata all'antica usanza del nonno Sabatino che consisteva nella semina del favino in autunno, crescita e taglio a fine Marzo, quindi sovescio. Ebbene, Elio Savelli, forte della profonda convinzione nelle sue idee, non si curò mai di questi pareri avversi ed anzi, proseguì più che mai determinato ed entusiasta per la sua strada.


Per lui, ogni occasione era buona per cercare di convincere gli altri della necessità di invertire la rotta intrapresa dall'agricoltura, sostenendo con forza che ”le industrie chimiche stanno somministrando medicine come si fa con le persone malate, mentre la terra non è malata! Ad ammalarla è l'uomo, da un lato l'imprenditore che trae vantaggio industriale dalla vendita di questi prodotti, dall'altro gli agricoltori, attirati sì da produzioni più abbondanti, ma a quale prezzo!”.
Certamente non sarà bastato il suo impegno a far cambiare la coscienza delle persone, però di sicuro è stato un esempio, un modello sostenibile per tutti quelli che poi, con il passare del tempo, hanno convertito e convertono i loro terreni fortemente inquinati, con i sistemi dell'agricoltura biologica.
Ecco perché, a buon diritto e dopo aver lottato tanto, oggi Elio Savelli può orgogliosamente dichiarare che il suo VIGNETO BELLALUCE non essendo mai stato trattato da secoli con fertilizzanti chimici e/o pesticidi di alcun tipo, è assolutamente "BIOLOGICO DA SEMPRE".

Nel corso degli anni, partendo da questi presupposti, Elio ha poi intrapreso tutte le trasformazioni e migliorie necessarie per traghettare l'azienda nel mondo odierno, dalla meccanizzazione di alcune operazioni, alla costruzione della nuova cantina nel rispetto delle moderne normative, fino alla commercializzazione dei suoi vini in Italia ed all'estero. Ancora oggi, come i suoi antenati nel passato, ogni mattina alle prime luci dell'alba inizia puntuale la sua giornata in azienda, dando per prima cosa il buon giorno alle viti accarezzandole a bordo della sua Jeep e poi, passando in cantina a controllare le sue amate, grandi e generose botti di legno.

I PROTAGONISTI: BISNONNO SABATINO - SESTO SAVELLI

 
Azienda Vitivinicola Biologica Elio Savelli - Vigneto Bellaluce, Sant'Andrea di Suasa, 61040 Mondavio (PU) ITALY
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